Active Marketing: come i brand fitness parlano alle nuove generazioni
- Sara Coppola

- 23 lug 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Un tempo bastava uno slogan energico e un fisico scolpito per promuovere una collezione active. Oggi, l’allenamento si fa identitario, la palestra è anche una questione di storytelling e ogni brand racconta molto più di una semplice maglia tecnica o un paio di leggings.Nel nuovo lessico della comunicazione sportiva, marchi come Nike, Alo Yoga, Oysho Sport e Reformation costruiscono universi visivi e narrativi che parlano direttamente alla Gen Z e ai Millennial.
Benvenuti nell’era dell’active marketing: dove fitness e branding si intrecciano in una danza perfettamente coreografata tra valori, estetica e cultura.

Nike: più di uno slogan, una filosofia condivisa
Se dovessimo assegnare un Oscar al miglior copy di tutti i tempi, Just Do It avrebbe un posto assicurato sul podio. Ma Nike non si è mai fermata al copywriting.Negli ultimi anni, la sua comunicazione ha preso una direzione ancora più inclusiva, motivazionale, universale. Le sue campagne — da quelle con Sha’Carri Richardson a quelle con Megan Thee Stallion — non vendono solo performance, ma possibilità.
Nike racconta uno sport che non discrimina e che accoglie ogni corpo, ogni identità, ogni motivazione. Il suo visual — potente, urbano, multiculturale — si fonde a un tono di voce diretto e coinvolgente.Il risultato? Una narrazione che rende ogni gesto atletico un atto di affermazione personale.
Alo Yoga: spiritualità contemporanea e aspirazioni social
Estetica ovattata, volti distesi, luce dorata. Benvenuti nel mondo di Alo Yoga, dove wellness e aspirazione si incontrano in un feed perfettamente curato.Alo non parla solo a chi pratica yoga, ma a chi cerca un equilibrio tra bellezza, consapevolezza e senso di comunità. La narrazione è fluida, quasi eterea, ma sempre centrata su un ideale: l’allenamento come pratica estetica dell’anima.
Ogni collezione è l’estensione visiva di una filosofia che si muove tra mindfulness e social appeal. Il linguaggio è sensuale ma pulito, empatico ma raffinato. Il prodotto diventa quasi accessorio: il vero cuore pulsante è la community globale di utenti, trainer e creator.
Oysho Sport: delicatezza, design e routine condivise
Dimenticate le tute oversize e le felpe slavate: Oysho Sport ha reinventato l’activewear femminile con un’estetica sofisticata, fluida, gentile.La sua forza? Una comunicazione visiva intimista, fatta di linee morbide, luci naturali e corpi in movimento che non ostentano, ma raccontano.
Con il lancio dell’app Oysho Training, l’identità del brand si è espansa verso l’interazione: allenamenti personalizzati, video experience, approccio lifestyle. Non più semplici capi da indossare, ma strumenti per vivere meglio, con grazia.Il linguaggio è accessibile, mai retorico. Il tono di voce è quello di una sorella maggiore che ti accompagna — senza giudizio — nel tuo percorso di benessere.
Reformation: etica sportiva e sarcasmo sostenibile
Reformation entra nel mondo dell’activewear con la stessa verve con cui ha conquistato quello della moda sostenibile: stile pulito, messaggi chiari e una buona dose di ironia.La sostenibilità non è più un plus, ma parte integrante della strategia di comunicazione. Le sue collezioni si raccontano attraverso storytelling ambientali, body positivity e una palette visiva che mescola sobrietà e consapevolezza.
I visual sembrano editoriali di moda, i copy sono taglienti e memorabili. Ogni messaggio strizza l’occhio senza perdere credibilità. L’allenamento, in questo contesto, è un gesto etico prima ancora che fisico.La sostenibilità si fa cool. E il fitness diventa, finalmente, anche una scelta di valore.

Cosa ci insegnano questi brand sull'active marketing?
Che oggi non basta più “essere attivi”. Bisogna raccontarlo bene.Il consumatore contemporaneo — soprattutto quello delle nuove generazioni — vuole riconoscersi in un’immagine, in un tono, in una causa. E i brand di fitness che funzionano sono quelli che costruiscono esperienze emotive, narrative condivise e visioni estetiche.
Nike ti sprona, Alo ti calma, Oysho ti accompagna, Reformation ti fa sorridere e riflettere.Tutti parlano, a modo loro, a una generazione che cerca benessere, ma anche identità, appartenenza, coerenza.
L’active marketing non si fa più solo nelle palestre o sui cartelloni pubblicitari: si fa nello storytelling, nei social, nei dettagli.E forse, il prossimo outfit da palestra che sceglieremo non sarà quello che veste meglio. Ma quello che ci fa sentire esattamente chi vogliamo diventare.



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